Monthly Archives: aprile 2015

FOTO FINALI DEL LAVORO ULTIMATO

Ed ecco finalmente le foto del lavoro finito! (almeno fino a quando non mi verrà in mente qualcos’altro da modificare, per una quarta fase del progetto 🙂 )

Image Image Image Image Image

Image Image Image Image Image

…a breve appena riesco ne faccio anche qualche altra

VIDEO animazioni schermo e controller RGB

A questo punto dal lato hardware il lavoro sarebbe finito, però come si è già intravisto in alcune foto, c’è anche un lato “software” del mod 😀 (che sarebbe ciò che viene visualizzato sul tablet integrato nel frontale).

Infatti parallelamente al resto del mod, ho anche sviluppato un’app daydream (cioè una specie di screensaver per android) che è in grado di visualizzare diversi tipi di animazioni, e inoltre ho sviluppato personalmente molte di queste animazioni. Qui sotto ho pubblicato un video in cui si possono vedere le varie animazioni all’opera (qui e qui intanto si possono vedere un paio di animazioni che ho realizzato, visto che le ho fatte con jQuery e sono visibili anche sui browser)

Placca copri griglia CPU

A questo punto la base era pronta, e quindi ho voluto aggiungere un ultimo tocco al case sullo stesso stile: ho voluto ottenere lo stesso effetto della base anche dietro alla placchetta che ricopre la griglia della cpu sulla parete laterale del vano principale.

Quindi ho subito smontato la placchetta (qui si vede il case senza, e la placchetta appoggiata davanti):

Ho tagliato e carteggiato un pezzo di policarbonato grande come la placchetta:

Poi l’ho attaccato dietro alla placchetta con del biadesivo (anche in questo caso bianco per riflettere meglio la luce):

Dopodiché ho preparato una striscia led quadrata da mettere dietro alla griglia:

Ed eccola montata 😀 :

Montaggio strisce led nella base

Dopo aver levigato anche i bordi esterni dei pannelli, li ho lavati per togliere i residui di polvere, li ho rifissati con del biadesivo, e sono passato al montaggio della striscia led:

Qui ho fatto un test per decidere se mettere o no la pellicola oscurante, e ho deciso di metterla (questa cosa mi si ritorcerà contro, infatti è uno dei motivi per cui ho dovuto smontare e rimontare tutto più volte quando ormai pensavo di aver finito ):

Per collegare le strisce led negli angoli ho usato degli appositi connettori angolari da saldare (e anche di questi mi sono pentito in seguito )

Visto che nei lati frontale e posteriore la base del case ha due rientranze fatte a tunnel, dal buco formato dal tunnel si sarebbero viste la cornice luminosa e la striscia led da sopra, quindi per coprirle ho pensato di inserire in quella zona un foglio di plastica nera (recuperato da due cartelle portadocumenti):

Finalmente è arrivato il momento di montare la base sotto al case con del biadesivo (ho fatto entrare i cavi nel case attraverso una fessura nella base che entra direttamente all’interno della parete laterale del case):

Ed ecco finalmente il risultato finito!

…bello vero???

ecco… NO.

Sono rimasto veramente deluso, rispetto alle prove che avevo fatto è venuto un risultato schifoso. Ho immaginato che fosse colpa della pellicola oscurante, quindi ho subito rismontato tutto per toglierla, e una volta tolta ho provato a riappoggiare il case sulla base provvisoriamente per vedere l’effetto, e in effetti questa volta era tutta un’altra cosa (il problema è che più avanti scoprirò che la causa non era solo della pellicola oscurante, e quindi dovrò smontare tutto una terza volta ):

In questo caso però c’era un altro problema: la base era fin troppo luminosa, e stonava molto con la luminosità delle altre parti illuminate. Per risolvere il problema quindi ho messo un trimmer sul cavo che alimenta le strisce led nella base, in modo da poterne regolare finemente la luminosità e renderla coerente con il resto del case (tanto per cambiare anche questo comporterà degli imprevisti che vedremo più avanti…):

Già che c’ero, non mi sono limitato a togliere la pellicola oscurante, ma ho anche aggiunto dei pezzetti di striscia led “a X” negli angoli, per illuminarli meglio e in modo più uniforme con il resto della base.
Per fare questo inoltre ho anche dovuto togliere tutti i connettori angolari, e ho saldato ogni striscia ad un suo cavo indipendente (il numero di cavi è aumentato notevolmente, infatti ho anche fatto molta fatica a farli stare nello spazio che avevano a disposizione):

Dopo aver risistemato tutto (ho anche dovuto sostituire due strisce led che si erano rotte nell’operazione), ho rifatto la stessa cosa che avevo fatto la prima volta, cioè ho ricoperto si nastro isolante nero tutte le strisce, in modo che non potesse filtrare la luce dalla fessura sopra alla cornice, e poi ho rimontato la base sotto al case.
Il problema è che nonostante la luminosità fosse aumentata rispetto al primo tentativo, la luce continuava a non essere uniforme (come si vede nella foto a destra). Anche in questo caso c’erano zone più scure, e piccole macchie più luminose in corrispondenza dei led.

A questo punto quindi ho capito che l’effetto pessimo del prim tentativo non era causato solo dalla pellicola oscurante, ma anche dallo strato di nastro isolante nero che ricopriva tutte le strisce!

A questo punto quindi ho dovuto rismontare tutto un’altra volta, e ho fatto delle prove con diversi materiali, per capire come reagivano alla luce (da sinistra: nastro isolante nero, zona senza niente, alluminio lucido, nastro biadesivo bianco, carta bianca con biadesivo, carta bianca senza biadesivo, altra zona senza niente, foglio di plastica nera):

In questo modo ho potuto vedere che il materiale più adatto era il biadesivo bianco, e così ho rimontato tutto usando solo quello invece di inserire lo strato di nastro isolante nero:

Ed ecco (per la terza volta!) il risultato!

Qui con la luminosità al massimo:

E qui con la luminosità regolata con il trimmer per essere più uniforme al resto del case:

Ora il risultato era soddisfacente, ma non ancora perfetto, perché nella parte frontale si vedevano ancora alcuni puntini luminosi che a colpo d’occhio facevano l’effetto “albero di natale”, rovinando l’estetica del resto del frontale (un po’ lo stesso problema che avevo già avuto con la striscia led nel maniglione sopra).
Quindi ho risolto il problema smorzando la luminosità in corrispondenza dei led più o meno nello stesso modo (nel maniglione avevo coperto i singoli led con dei tasselli di nastro isolante bianco).
In questo caso infatti ho riaperto la parte frontale della base (per fortuna questa volta sono riuscito a farlo senza dover rismontare tutto, staccandone solo un lato), e ho preparato con una carpetta trasparente una striscia in cui ho inserito in corrispondenza di ogni led un pezzo di biadesivo bianco. Dopodichè ho inserito questa striscia nella fessura tra la striscia led e la cornice esterna, e ho richiuso il tutto.

Oltre a questa operazione, visto che il trimmer si surriscaldava e già dopo 2 giorni non funzionava più bene, ho dovuto sostituirlo con un potenziometro:

Finalmente stavolta ero soddisfatto del risultato ottenuto (le 2 foto sotto), ma nel frattempo è saltato fuori un altro problema…

… il problema in questione era con il potenziometro:
Le strisce led che ho usato hanno un cavo per positivo (+12v) in comune, e tre negativi separati per i tre canali RGB. Il potenziometro ovviamente l’ho messo sul positivo comune per poter regolare in un colpo solo tutti i 3 canali, ma questo ha introdotto un altro problema: finché si usano colori primari non si nota nulla, ma quando si va su colori composti si ottengono effetti indesiderati.
In pratica, mettendo ad esempio bianco, a causa del potenziometro che ho inserito sul canale comune, il canale del rosso riusciva ad assorbire la corrente destinata a tutti i 3 canali lasciando a secco gli altri due, con il risultato che invece di illuminarsi a metà intensità i tre canali ottenendo un bianco poco luminoso, si illuminava solo il rosso ottenendo un rosso acceso!

Non sarebbe stato nemmeno un problema così grave visto che io in genere metto solo colori primari, ma il problema era ancora più accentuato nel caso dello spectrum cycling (cambio di colore continuo fluido): in questo caso la base era quasi sempre di un colore diverso rispetto al resto, come se andasse per i fatti suoi! (inutile dire che l’effetto era decisamente sgradevole)

Per fortuna in questo caso la soluzione è stata molto semplice: il problema era causato dal fatto di aver inserito una resistenza sul canale comune, che è sempre uguale sia quando c’è acceso un solo canale sia quando ce ne sono accesi più di uno. L’ho risolto banalmente sostituendo il singolo potenziometro sul canale comune con 3 potenziometri separati sui 3 canali RGB, in modo che ogni singolo canale abbia la sua resistenza costante (già che c’ero ho lasciato anche il potenziometro sul canale comune, ma lo tengo sempre regolato al massimo quindi è come se non ci fosse).

Costruzione base case luminosa

Ed ecco finalmente la terza fase del progetto, che (come per tutto il resto del mod) inizialmente doveva essere un lavoro semplice, e invece mi ha tenuto impegnato per più di un mese!

La mia idea sostanzialmente era quella di aggiungere due strati sotto la base del case, uno trasparente (in mezzo) e uno nero (sotto), per poi illuminare lo strato trasparente e ottenere un bordo luminoso su tutta la base del case.

Sono partito da questi due pannelli, uno di policarbonato trasparente, e l’altro di pvc nero opaco:

Ho fatto un calco degli angoli arrotondati della base del case (la buona vecchia tecnica dei ricalchi delle monete fatti con la matita 😀 ) per tagliare su misura gli angoli dei pannelli:

A questo punto ho tagliato via tutta la parte centrale del pannello trasparente, in modo che ne rimanesse solo una cornice:

In due zone sotto alla base ci sono due placche metalliche che riducono lo spazio disponibile all’interno della cornice, quindi per poterci far stare la striscia led, ho dovuto scavare due scanalature nel pannello di pvc:

A questo punto ho attaccato temporaneamente la cornice al pannello nero con del nastro biadesivo, ho tolto i piedini originali del case dalla base, e ho provato a vedere come stavano i pannelli sotto al case:

Avendo messo il case in posizione sopra alla base, ne ho approfittato per prendere con precisione le misure del buco della maniglia (anche in questo caso ho fatto un calco con la solita tecnica della matita, e inoltre ho inciso la forma del buco direttamente sul pannello di pvc):

Dopodiché sono passato a tagliare la maniglia, prima nel pvc nero, e poi in un pezzo di policabonato trasparente:

A questo punto il posizionamento non era ancora perfetto, e quindi per posizionare esattamente i due pezzi nel punto giusto sotto alla base, ci ho rimesso il case sopra. Una volta trovato il giusto posizionamento, ho fissato i due pezzi con del biadesivo per tenerli in posizione:

E avendoli fissati nella posizione giusta, ho potuto livellare i due tagli, prima con il dremel e un cilindro di carta vetrata per la sgrossatura, e poi con la levigatrice:

Foto della seconda fase finita

Ed ecco le foto della seconda fase finita 😀

(per chi si stesse chiedendo il significato delle tre foto da fanboy razer, mi servivano per pubblicarle sulla pagina razer su facebook, però visto che danno bene l’idea dell’insieme le metto anche qua)

Sul lato software ho già fatto un’app screensaver (per la precisione un’app daydream custom) che sostanzialmente mi permette di visualizzare qualunque tipo di immagine e animazione, composta da una serie di fotogrammi, da un video, oppure fatta in html5 e jQuery), oltre ad avere già sviluppato alcuni screensaver compatibili con quest’app.

Integrazione touch screen android

Finita la prima fase (cioè sostituire tutta l’illuminazione del case con strisce led RGB) , ora si passa alla successiva:

L’idea per questa seconda fase inizialmente è nata dal fatto che non mi piaceva dover usare il telecomando per controllare i led rgb, volevo poterli regolare con qualcosa di integrato nel case.

Come prima cosa ho provato con un controller nzxt per bay da 5,25" (http://www.nzxt.com/product/detail/9…accessory.html), ma il risultato non mi piaceva molto, perchè con quelle manopole stile radio "invecchiava" notevolmente l’aspetto del case.

Continuando le ricerche, ho trovato dei controller rgb touch da parete (tipo questo: http://www.ledworld.it/public/zoom_1…_CL3344_01.jpg ), che però ho subito scartato perchè troppo vistosi e non retroilluminati.

Da questi però mi è rimasta l’idea del controller touch, e visto che nel frattempo mi ero imbattuto anche in alcuni controller rgb wifi pilotabili da app android, ecco che mi è venuta l’idea definitiva: montare nel case sia un controller rgb wifi, sia (soprattutto) uno smartphone android, che diventasse di fatto un pannello di controllo touch del case.

E a questo punto, avere a disposizione uno smartphone android nel case apre a molte possibilità, senza limitarsi al semplice pilotare il controller rgb (ad esempio lo schermo può visualizzare uno screensaver o un logo statico o animato, può dare informazioni sul computer o controllarne alcune funzioni, ecc. ).

Quindi mi sono deciso a prendere il controller rgb wifi e uno smartphone android di marca totalmente sconosciuta cinese da 5,5" (per non spenderci troppo, ma avere al tempo stesso buone caratteristiche tecniche, soprattutto per la luminosità del display, che doveva essere almeno ips).
Ho scelto uno smartphone da 5,5" perché era la dimensione massima che sarebbe entrata nello spazio a disposizione, cioè i due bay da 5,25" sotto il lettore dvd.
Ho scelto di metterlo lì in particolare perché la parte che mi piaceva di meno del case erano proprio gli sportelli di quei due bay vuoti, così ho potuto risolvere due problemi in un colpo solo.

Il primo ad arrivare è stato lo smartphone, e visto che mi è arrivato esattamente il giorno prima di un lan party, ho subito fatto un primo montaggio di prova, per vederne l’effetto (anche se montato in maniera molto rudimentale.. tanto per fare un esempio, non era possibile ricaricarlo senza smontare tutta la copertura delle unità ottiche del case.

Ed ecco lo smartphone cinese, in tutto il suo splendore 😀

Prima ho detto che serviva uno schermo molto luminoso, e il motivo è questo: l’idea è quella di coprire tutta la finestra dei bay da 5,25" con la solita pellicola oscurante, in modo da non vedere ciò che c’è montato dietro (senza la pellicola, si vedrebbero le cornici dello smartphone e l’interno del case). Inoltre la pellicola ha anche l’effetto di nascondere totalmente la presenza dello schermo stesso, quando è spento.

Ed ecco una prima prova con la pellicola:

A questo punto monto dietro lo smartphone:

ed ecco il risultato del test:

Nel frattempo mi è arrivato anche il controller rgb wifi, che ho subito montato nel case e collegato alle strisce led (nell’ultima foto si vede sullo schermo l’app che pilota il controller rgb):

Oltre a questo si è reso necessario un cavo microusb "a L" il più sottile possibile, per poter collegare lo smartphone nel pochissimo spazio a disposizione.

Per fare questo infatti non è bastato comprare un cavo microusb a L, ma ho dovuto pure modificarlo per rendere più sottile la L (c’è stato veramente al pelo, più di così non sarei riuscito):

Il montaggio in ogni caso era solo un test e si vedeva che era fatto di fretta (ad esempio la superficie della pellicola faceva le pieghette tipo sacco della spazzatura), e quindi dopo queste operazioni ho smontato tutto per poi rifarlo con più calma.

In particolare, ciò che volevo fare per la versione definitiva, era rendere la superficie dello schermo più rigida (per evitare l’ondulatura e le pieghette), e inoltre rendere la superficie più scorrevole per le dita (la pellicola oscurante non è molto scorrevole al tatto).
La mia prima idea è stata quella di aggiungere una pellicola di vetro temprato (spessore 0,3mm) sopra alla pellicola oscurante.
Per tagliare la pellicola di vetro ho usato un normale tagliavetro diamantato, e in seguito ho fatto aderire la pellicola oscurante sul lato interno del vetro.

Il risultato con la pellicola di vetro sarebbe stato perfetto, ma purtroppo mentre la montavo si è evidenziato un problema, la fragilità 🙁 .
Mi si è rotta per due volte di fila durante il montaggio (ho fatto due tentativi prima di abbandonare l’idea), e quindi ho pensato al fatto che essendo così fragile, se anche fossi riuscito a montarne una senza romperla, avrei comunque rischiato di romperla durante gli spostamenti del case (pensate che bello arrivare a un lan party e accorgersi che il vetro dello schermo è rotto -_-‘ )

Ho quindi ripiegato su una più classica pellicola protettiva di plastica, meno rigida di quella in vetro ma comunque di più della pellicola oscurante, e inoltre molto più lucida e scorrevole al tatto:

Qui attacco lo smartphone sul retro della pellicola:

e aggiungo nella parte alta una striscia ulteriore di pellicola oscurante, per tenere insieme il tutto nel bordo alto:

Infine monto tutto l’accrocchio nel suo posto:

Con l’utilizzo, mi sono accorto che lo smartphone aveva qualche problema di surriscaldamento stando troppo in carica, e dopo un po’ funzionava male il touch screen.

Per risolvere (o almeno tamponare) il problema gli ho incollato sul retro un dissipatore da cpu grande quanto mezzo smartphone, e da allora non ho più avuto problemi 😀

Illuminazione vano scheda madre

Ora sembrerebbe tutto finito, ma i 12 gruppi di fili di cui parlavo sono:

– 6 provenienti dagli hard disk
– 1 del maniglione sopra
– 1 del frontale sotto
– 1 dei tasti di accensione e reset
– 1 delle scritte che descrivono le porte sul frontale
– 1 di alimentazione (quello che viene dal controller e che alimenta tutti gli altri)
– 1 … ?

Ce n’è uno di troppo, a cosa serve? 😀

Il dodicesimo filo l’ho messo per alimentare una striscia led che illumini l’interno del vano della scheda madre, che originariamente veniva illuminato (poco) dai led delle due ventole presenti di serie:

Come prima cosa ho spento i led delle due ventole (ho dovuto tagliare i fili di alimentazione per farlo):

Qui nella foto si vede l’accrocchio che mi ha aiutato molto a vedere negli angoli in questa e in molte altre operazioni: un caricabatterie portatile con attaccato un led usb flessibile

A questo punto ho collegato il dodicesimo cavo a una striscia led da attaccare sulle pareti del vano della scheda madre. Volevo che in questo caso il cavo fosse staccabile (perchè in quella posizione, se ci fosse bisogno di andare attorno alla scheda madre, il cavo sarebbe d’intralcio), quindi tra il cavo e la striscia ho saldato un molex, per poterlo staccare a piacimento (ho usato un molex perchè al momento era l’unico connettore da 4 pin che ho trovato in casa):

Dopodichè ho attaccato alla parete la striscia seguendo questo percorso (in modo da illuminare in modo più o meno uniforme tutto l’interno del vano).

(per attaccare bene la striscia anche nei punti in cui non era aderente alla parete ho usato la solita colla a caldo)

ed ecco il risultato:

La linea luminosa sul bordo del vano non me l’aspettavo (è luce che filtra dalla fessura tra la parte del vano e la parete principale), e devo dire che è stata una bella sorpresa, l’effetto mi piace molto, infatti sto pensando di rovare a replicarlo anche nei vani di alimentatore e unità ottiche (ma al momento è solo un’idea, non ho ancora provato a farlo)

Un altro effetto collaterale simpatico è stato questo:

In pratica, a causa della direzione dei led che illuminano le scritte sul frontale, quando si inserisce un dispositivo in una delle porte usb, viene illuminata molto intensamente la parte metallica del connettore usb che spunta dalla porta, col risultato di far sembrare luminoso il connettore inserito 😀

Chiusura parete e collegamento strisce

A questo punto, prima di rimontare di nuovo la parete ho voluto fare una piccola modifica all’illuminazione delle scritte delle porte usb, audio, ecc.: mettendo lo stick di colla a caldo come diffusore per la luce, le scritte erano diventate troppo luminose e stonavano con il resto del case, così ho pensato di inserire anche in questo caso uno strato di pellicola oscurante dietro le scritte, che ha reso la luminosità di quest’area più coerente con quella degli altri elementi:

Poi ho coperto con del nastro nero la striscia led che illumina il tasto di accensione, perchè altrimenti anche con il case chiuso filtrava verso l’esterno un po’ di luce attraverso una fessura, con un effetto estetico piuttosto sgradevole:

e per lo stesso motivo ho messo altri pezzi di nastro nero anche nella zona in basso:

A questo punto ho rimontato nuovamente la parete laterale, ma al momento di voler attaccare tutti i fili per testare l’illuminazione ecco un altro problema che avevo sottovalutato: come fare per collegarli!

Troppo ottimisticamente all’inizio avevo pensato di usare un mammuth:

Il problema è che il mammuth si è rivelato impossibile da usare quando mi sono ritrovato a dover collegare un totale di 48 fili, che andavano collegati in 4 gruppi da 12!

Dopo averci riflettuto parecchio, alla fine ho deciso di dividere ogni gruppo da 12 in due da 6, e saldare i due gruppi da 6 alle due estremità di un filo che faccia da ponte.

Ecco quindi i 4 fili "ponte":

per tenere tutti fili fermi e raggrupati mentre li saldavo ho usato fascette e mollette da bucato: le fascette servivano a non far sfilare i fili in modo che le parti scoperte fossero tutte alla stessa altezza, mentre le mollette mi servivano a tenerli raggruppati:

Una volta saldati e isolati tutti gli 8 gruppi da 6, avevo un matassone di fili indecente, che grazie a un po’ di fascette sono riuscito a contenere e ad appiattire contro alla parete del case:

La posizione del controller RGB (lo scatolotto bianco delle foto sopra) l’ho scelta apposta per far arrivare il ricevitore del suo telecomando proprio dietro al buco in cui si infila uno dei cardini della copertura delle unità ottiche.
In questo modo il ricevitore è invisibile dall’esterno, ma facilmente raggiungibile dal telecomando per poter cambiare colore senza aprire il case:

(nell’ultima foto, l’estremità del ricevitore è quel rettangolino nero lucido che si intravede all’interno del buco)

A questo punto finalmente ho potuto chiudere definitivamente la parete laterale: